Un profilo pubblicato su The Lancet Neurology da Roberta Lattanzi, Cinzia Severini, Annalisa Pizzinga, Roberta Costi, Luigi Cofone e Marco Artico racconta la straordinaria storia di Vittorio Erspamer, pioniere della neurofarmacologia moderna.
Nato nel 1909, Erspamer è stato tra i primi a intuire che per comprendere il cervello era necessario guardare anche a sistemi biologici più semplici.
Studiando la pelle degli anfibi, isolò una sostanza che chiamò inizialmente enteramina, poi riconosciuta come serotonina, uno dei neurotrasmettitori più importanti per il nostro cervello.
Ma il suo contributo va ben oltre:
nel corso della sua carriera identificò decine di ammine biogene e oltre 50 peptidi bioattivi, fondamentali per comprendere la comunicazione tra cellule e tessuti.
La sua intuizione più visionaria fu il concetto di “triangolo cervello–intestino–pelle”, dimostrando che molecole simili sono presenti in questi sistemi, anticipando di decenni il moderno concetto di asse gut–brain.
Professore in diverse università italiane, fu candidato quattro volte al Premio Nobel.
Anche senza vincerlo, il suo impatto sulla scienza è stato enorme.
Ancora oggi, ogni volta che parliamo di serotonina o comunicazione neurochimica,
stiamo camminando su una strada aperta da Erspamer.
https://doi.org/10.1016/S1474-4422(26)00004-9