Mutazioni somatiche nel cervello: una nuova chiave per comprendere la SLA

Pubblicato il: 03 Aprile 2026
Mutazioni somatiche nel cervello: una nuova chiave per comprendere la SLA

Un recente studio pubblicato su Brain rivela un meccanismo sorprendente nella patogenesi della sclerosi laterale amiotrofica (SLA): le mutazioni somatiche acquisite nel corso della vita potrebbero contribuire allo sviluppo della forma sporadica della malattia.

Il lavoro, guidato da Óscar González-Velasco (German Cancer Research Center, Heidelberg) insieme a gruppi della Heidelberg University, Ulm University, Umeå University e University of California San Diego, ha analizzato tessuti post-mortem della corteccia motoria utilizzando sequenziamento genomico profondo e single-cell RNA-seq.

I risultati mostrano che nei pazienti con SLA sporadica esiste un aumento significativo di varianti genetiche a bassa frequenza (mosaicismo somatico), in particolare in geni già associati alla malattia come FUS, NEK1, TBK1 e VAPB.

Ancora più interessante, queste mutazioni si accumulano selettivamente nei neuroni eccitatori, suggerendo che proprio queste cellule possano rappresentare il punto di origine della degenerazione.

Dal punto di vista funzionale, una variante somatica del gene FUS identificata nello studio induce una tipica mislocalizzazione citoplasmatica della proteina, replicando un hallmark patologico già noto nella SLA.

Questi dati supportano un modello innovativo: la SLA sporadica potrebbe nascere da eventi genetici “locali”, acquisiti nel tempo in singole cellule, che innescano un processo degenerativo poi diffusivo. Una vera rivoluzione concettuale che apre nuove prospettive per diagnosi precoce e terapie mirate.

DOI: https://doi.org/10.1093/brain/awaf460